Giocare per crescere

27 ottobre 2021
È ormai chiaro e ampiamente dimostrato che il gioco è di vitale importanza per la salute e lo sviluppo del bambino, e nel farlo diventare un cittadino responsabile. Scopriamo perché!

L’IMPORTANZA DEL GIOCO

Il gioco è molto importante poiché non fa parte della vita “ordinaria”, non è serio, ma allo stesso tempo coinvolge intensamente chi gioca. È disinteressato poiché non ha altri scopi se non il gioco stesso. Non è un comportamento specifico, ma un’attività compiuta attraverso una vivace attività mentale. Come sottolinea lo psichiatra Stuart Brown,  giocare è la base dell’arte, dei libri, degli sport, dei film, della moda, del divertimento e quindi, in breve, è la base di quello che viene identificato come civilizzazione. L’opposto del gioco non è il lavoro, ma la depressione. Qualsiasi tipo di gioco, da quelli inventati e più fantasiosi alla lotta, hanno un ruolo cruciale nello sviluppo dei bambini. Il gioco è un terreno d’incontro e lo strumento attraverso cui i bambini sperimentano il loro mondo e quello degli altri. Se privati del gioco, soffriranno sia nel presente che in futuro. Grazie ad adulti che supportano il gioco, ad adeguati spazi, e ad un grande assortimento di materiali, i bambini possono avere le migliori possibilità di diventare felici, sani e produttivi membri della società.

 

IL GIOCO E IL CERVELLO

Il gioco è un’attitudine presente in moltissimi animali differenti. Un comportamento che è presente nei cuccioli di così tante specie deve avere un vantaggio evolutivo, altrimenti sarebbe stato eliminato dalla selezione naturale. Quale potrebbe essere il vantaggio del gioco? Il fatto che favorisca lo sviluppo e la crescita del cervello, che stabilisca nuove connessioni nervose rendendo il giocatore più intelligente. Inoltre incrementa l’abilità di percepire gli stati emotivi altrui e di adattarsi con più facilità a situazioni diverse. Il gioco è più frequente durante i periodi di più rapida crescita cerebrale. Poiché anche un cervello sviluppato è in grado di sviluppare nuovi circuiti nervosi, gli adulti continuano a giocare. Il teorico del gioco Brian Sutton-Smith sostiene che il “cucciolo di uomo” sia nato con un enorme eccesso di capacità neuronale, che si va a perdere se non usata. I bambini non stanno solo sviluppando le fondamenta neurologiche che permetteranno loro di risolvere problemi, di comunicare e di creare, ma apprendono mentre giocano. Imparano come relazionarsi con gli altri, come calibrare la loro forza fisica e come pensare in termini astratti. Attraverso i giochi i bambini “imparano ad imparare”. Ciò che si acquisisce attraverso il gioco non sono informazioni specifiche, ma un generale assetto mentale volto alla risoluzione dei problemi che includono sia l’astrazione che la flessibilità, dove i bambini inseriscono pezzi di comportamento per formare nuove soluzioni a problemi che richiedono la ricostruzione di pensieri o di azioni. Un bambino che non viene stimolato e che ha poche opportunità di esplorare i propri dintorni può fallire nel collegare pienamente quelle connessioni necessarie ad un futuro apprendimento. Le neuroscienze hanno inoltre dimostrato, sin dal 2003, che il gioco stimola la produzione di una proteina che è responsabile dell’organizzazione, del monitoraggio e della pianificazione futura. Uno studio rivela anche che due ore di gioco al giorno di gioco con degli oggetti produce cambiamenti apprezzabili nel peso del cervello. Diversi articoli di alto profilo esaminano gli effetti positivi del gioco e la sua assoluta necessità durante la crescita: la teoria più comune è che il gioco giovanile permetta di coltivare le attività di cui i bambini avranno bisogno da adulti. Alcuni nuovi studi si spingono oltre, asserendo che il gioco dia anche benefici immediati, come il condizionamento cardiovascolare e la messa a punto delle abilità motorie, che a lungo termine includono il preparare i giovani agli imprevisti e il fornire loro un senso di moralità. Questo grazie al fatto che giocando si apprende l'abilità di comprendere le emozioni e le intenzioni altrui attraverso il gioco. Questo infatti aiuta a promuovere l'empatia e l'onestà. La giustizia inizia con un sano gioco sociale. Il gioco organizzato è il miglior modo per stimolare il cervello in via di sviluppo: "quando i bambini sono impegnati nel gioco libero con dei giocattoli, stanno imparando a risolvere problemi e a pensare in modo creativo, e stanno sviluppando abilità motorie e di ragionamento. Il gioco libero insegna inoltre come intrattenersi da soli, abilità certamente preziosa ". (American academy of Pediatrician, 2011)

 

 

IL GIOCO E LO SVILUPPO DEL BAMBINO

 

Il gioco è essenziale allo sviluppo perché contribuisce al benessere cognitivo, fisico, sociale ed emotivo dei bambini e dei ragazzi. Offre inoltre un'opportunità ideale per i genitori di relazionarsi con i propri figli. Nonostante i benefici derivanti dal gioco sia per i genitori che per i figli, il tempo dedicato al gioco libero è stato notevolmente ridotto. Al giorno d'oggi i bambini ricevono un minor supporto nel gioco, rispetto alle generazioni precedenti, in parte a causa di uno stile di vita più frenetico, di cambiamenti nelle strutture familiari e di un aumento di attenzione per l'educazione scolastica e per le attività ricreative strutturate. Quali sono i benefici del gioco nella vita del bambino? Secondo il terapista del gioco Fred Donaldson, un bambino a cui è stato permesso di sviluppare le risorse derivanti dal gioco, riceve molti vantaggi duraturi. Si sviluppa un'abilita universale di apprendimento. Il gioco massimizza le potenzialità del bambino, permettendogli di sviluppare creatività ed immaginazione. Il gioco favorisce la gioia, essenziale per l'autostima e la salute. Il processo di apprendimento viene autosostenuto ed è basato su un naturale amore per la conoscenza e su un allegro impegno per la vita.  Analizzando più di 40 studi emerge che il gioco è collegato in maniera rilevante alla risoluzione creativa dei problemi, appa cooperazione, al pensare logicamente ed alla popolarità all'interno di un gruppo di coetanei. Il gioco accresce il progresso nel primo sviluppo dal 33 al 67%, incrementando l'adattamento e il linguaggio e riducendo problemi sociali ed emotivi. Come osserva il biologo del comportamento Jean Piaget "dobbiamo essere consapevoli che qualsiasi avvenimento, sia piacevole che non, avrà delle ripercussioni nella vita del bambino".

 

IL RUOLO DEI GIOCATTOLI

 

I giocattoli sono gli strumenti del gioco: oltre che ad essere nati apposta per far giocare i bambini, i giocattoli – rispetto ai supporti “casuali” – invitano al gioco e lo prolungano. I bambini giocheranno più a lungo fino a quando avranno a disposizione oggetti per giocare ed otterranno tutti i benefici che il gioco ha loro da offrire.

 

Secondo alcune ricerche condotte presso un elevato numero di famiglie, tra i fattori più influenti legati allo sviluppo cognitivo durante l'infanzia e nell'età prescolare sono la disponibilità dei materiali per il gioco e la qualità del coinvolgimento del genitore con il bambino. In un testo del 1985, Bradley sottolinea come durante i primi tre anni di età la disponibilità dei giocattoli sia relazionata al quoziente intellettivo del bambino. I bambini con accesso ad una varietà di giocattoli raggiungono maggiori livelli intellettuali, senza tener conto del sesso, della razza o della classe sociale. Secondo uno studio, la disponibilità di giocattoli ha un ruolo positivo nell'interazione sociale dei bambini disabili durante l'infanzia, aumentando sensibilmente.

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