Lo scorso dicembre, a Concorezzo, si è svolto l’incontro di
fine anno degli associati UFC – Unione Fornitori Cartoleria, guidata dalla
presidente Manuela Pucci, che ha riunito produttori e distributori per fare il
punto sull’andamento del settore. Dal confronto è emersa una lettura condivisa:
il mercato attraversa una fase complessa, in cui il prezzo è tornato a essere
un driver centrale nelle decisioni d’acquisto, pur non rappresentando l’unico
fattore in gioco. Nella riflessione su chi orienti realmente la scelta –
famiglie, scuole, studenti – si è delineata una gerarchia piuttosto netta:
prima la disponibilità e la reperibilità del prodotto, poi il prezzo e la
qualità. La sostenibilità, pur riconosciuta come valore, appare meno
immediatamente determinante nel momento della scelta.
Uno dei temi chiave ha riguardato l’evoluzione della
sensibilità al prezzo. In un contesto di potere d’acquisto più debole, la
domanda risulta oggi più rigida e gli aumenti di costo generano reazioni
rapide, con effetti diretti sulla riduzione dei volumi. Una dinamica che
interessa sia l’area casa-scuola sia il mondo ufficio, profondamente cambiato
dallo smart working e da spazi di lavoro più contenuti. Il rischio evidenziato
nel confronto è quello di una competizione sempre più giocata sul prezzo, con un
progressivo assottigliamento dei margini lungo tutta la filiera.
Proprio la marginalità rappresenta uno dei nodi centrali.
L’aumento dei costi, unito a consumatori più attenti alla spesa, rende infatti
sempre più difficile sostenere investimenti continui su qualità, innovazione e
servizio. A questo si aggiunge una criticità trasversale: la difficoltà di
comunicare il valore. Certificazioni, controlli e standard produttivi
richiedono tempo e risorse, ma faticano a emergere nel momento dell’acquisto,
quando la decisione è rapida e il prezzo resta l’elemento più immediato. Senza
strumenti semplici e condivisi per rendere leggibili queste differenze, il
rischio è che il mercato premi quasi esclusivamente l’opzione più economica,
con ricadute sull’intero sistema.
Dal lato dei fornitori è emersa inoltre la necessità di
lavorare su una base informativa più solida e condivisa. La frammentazione dei
dati di mercato è percepita come un limite strutturale: le informazioni
disponibili sono spesso parziali e concentrate su singoli canali, in
particolare la grande distribuzione, senza restituire una fotografia completa
del settore cartoleria. Da qui la proposta di costruire un osservatorio di
filiera basato su metriche comuni e su una maggiore disponibilità alla condivisione
dei dati tra produttori, fornitori e distributori. L’obiettivo è dotarsi di
strumenti capaci di leggere le tendenze in modo più accurato e supportare
scelte commerciali più consapevoli.
In chiusura dei lavori, Manuela Pucci ha proposto
l’attivazione di gruppi di lavoro per dare seguito alle istanze emerse dagli
associati. L’obiettivo è avviare anche in Italia una forma di coordinamento di
settore capace di lavorare in modo strutturato su dati, regole, comunicazione e
sul ruolo educativo dei prodotti di cartoleria, rafforzando la filiera nel suo
complesso.