La scuola del futuro

13 ottobre 2022
In che direzione sta andando il mondo dell’istruzione? Scopriamo i Patti educativi territoriali e le comunità educanti, una scuola per il territorio

La compartecipazione di soggetti pubblici e privati al progetto educativo dei cittadini è uno strumento riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione per promuovere e rafforzare l’alleanza educativa, civile e sociale tra la Scuola e le comunità educanti territoriali.

“La comunità educante per essere tale deve essere radicata in un territorio circoscritto, dove poter fomentare quegli elementi di appartenenza identitaria e spirito di comunità, legandoli all’apprendimento formalizzato, a quello informale e non formale ed alla cura dei beni comuni.” Scrive Marco Rossi Doria nel suo “Perché soffriamo ancora di povertà educativa”.

Con il riconoscimento ufficiale da parte del Ministero dell’Istruzione dei cosiddetti Patti educativi di comunità si segna un ulteriore passo in avanti verso un modello educativo delle persone e dei cittadini orientato alla cooperazione.

La Scuola, in quanto bene di comunità, rimane sempre il referente principale del mandato che la Costituzione le ha assegnato. Tuttavia, non è lasciata sola nella sua responsabilità educativa ma è supportata da realtà pubbliche e private, oltre che per mezzo del patto di corresponsabilità educativa su cui si fonda l’alleanza Scuola – Famiglia.

Il cosiddetto Piano Scuola 2020-2021 ha previsto, dunque, che i Patti educativi di comunità siano tra gli strumenti a disposizione per promuovere e rafforzare l’alleanza educativa, civile e sociale tra Scuola e comunità educante, in considerazione della complessa situazione causata dalla pandemia COVID-19.

Per la più ampia realizzazione del servizio scolastico nelle condizioni del presente scenario, gli Enti locali, le istituzioni pubbliche e private variamente operanti sul territorio, le realtà del Terzo settore e le scuole possono sottoscrivere specifici accordi, quali “Patti educativi di comunità”, ferma restando la disponibilità di adeguate risorse finanziarie.

 

PATTI EDUCATIVI DI COMUNITÀ: COSA SONO?

In sintesi, i Patti educativi di comunità sono accordi stipulati tra le scuole e altri soggetti pubblici e privati per definire gli aspetti realizzativi di progetti didattici e pedagogici legati anche a specificità e a opportunità territoriali.

È un’occasione di pluralità messa al servizio della Scuola, non solo per rispondere ai bisogni emergenziali del momento, ma per agire verticalmente su altre priorità come la povertà educativa, l’abbandono scolastico, la carenza di competenze digitali nelle scuole. 

Il Piano Scuola 2020-2021 del Ministero indica tra le finalità di questi accordi:

favorire la messa a disposizione di altre strutture o spazi, come parchi, teatri, biblioteche, archivi, cinema, musei, per svolgere attività didattiche complementari a quelle tradizionali; sostenere le autonomie scolastiche, tenuto conto delle diverse condizioni e criticità di ciascuna, nella costruzione delle collaborazioni con i diversi attori territoriali che possono concorrere all’arricchimento dell’offerta educativa, individuando finalità, ruoli e compiti di ciascuno sulla base delle risorse disponibili.

I “Patti educativi di comunità”, già sperimentati con successo in molte realtà territoriali, possono diventare uno degli strumenti chiave in tale direzione.

 

LA NOSTRA ESPERIENZA

Gisella Bertini, direttore responsabile della nostra casa editrice, ha creato – ormai 15 anni fa – la Fondazione Gaetano Bertini Malgarini, attiva nel sociale con molte iniziative nei campi della salute mentale, dell’educazione, della formazione e della cultura.

Nel 2020 ha quindi dato vita a Biblioteca Inclusiva, una biblioteca aperta al territorio, e sottoscritto il “Patto educativo della comunità di Adriano-Cimiano-Ponte Nuovo” con l’istituto comprensivo Perasso (una scuola del quartiere, con classi di elementari e medie) e altre realtà no-profit del territorio, una zona periferica della città di Milano.

Da allora, grazie al patto educativo, oltre 300 studenti della scuola media sono stati coinvolti in attività formative e laboratoriali che spaziano dall’arte-terapia alla falegnameria, passando per la scrittura e la lettura recitata, andando oltre alla mera didattica e arricchendosi di esperienze personali e collettive.

 

COSTRUIRE LA SCUOLA DEL FUTURO

La Scuola del futuro riparte dunque dalla rivalutazione dell’importanza dell’attività all’area aperta, da una accresciuta attenzione per gli spazi – più vivibili, flessibili e versatili – e dalla valorizzazione dell’importanza del territorio e dalla cooperazione con i soggetti impegnati nello sviluppo della comunità.

L’obiettivo immediato è rispondere all’emergenza pandemica, tuttavia, nel lungo periodo, l’educazione an plain air, l’introduzione di aule multifunzionali e i Patti educativi (soprattutto se integrati tra loro) possono contribuire a costruire un ambiente in cui la Scuola è sempre più al centro della vita comunitaria, in grado di formare cittadini consapevoli e ridurre le disuguaglianze territoriali

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