La scuola del futuro: in che direzione sta andando il mondo dell’istruzione?

28 settembre 2022
Progetti, prospettive e possibilità dell’universo-scuola: Didattica en plain air, oggi parliamo delle scuole all'aperto. Una realtà con profonde radici che sta trovando nuovo impulso in seguito agli ultimi anni, segnati dalle difficoltà pandemiche.

LA SCUOLA EN PLAIN AIR

I benefici dell’educazione all’aperto sono noti da tempo. In Italia, a inizio Novecento, per contrastare malattie come la tubercolosi e al contempo garantire il diritto all’istruzione, esistevano scuole che facevano per lo più didattica in cortile, nei parchi o in campagna. Poi, con tagli, abbandono delle piccole scuole di campagna, accorpate a quelle cittadine,  e aumento della burocrazia e della motorizzazione privata, i bambini furono via via relegati in classe per evitare ogni pericolo. L’outdoor si è invece sviluppato con più facilità nelle scuole del Nord Europa, dalla Svizzera alla Germania, alla Danimarca, nonostante le condizioni meteorologiche meno favorevoli.

Con il pesante vissuto degli ultimi anni di pandemia, la spinta dal basso per innovare i luoghi dove fare scuola è sempre più forte. Sono nate raccolte di firme, collette e progetti che mirano all’introduzione o estensione delle lezioni all’aperto. Come sottolinea il Wwf, in Italia ci sono più di 40.000 cortili scolastici ma tantissimi sono sottoutilizzati e in cemento. Questo nonostante esista un disegno di legge, (Ddl S.703), per finanziare e garantire spazi verdi e orti didattici in ogni scuola o nei pressi delle scuole, fermo in Parlamento da 3 anni.

Mancando, quindi, una politica organica a riguardo, le scuole si muovono a macchia di leopardo: nascono tanti asili nel bosco, “scuoline private” o “parentali” soprattutto per le materne, ma è importante che l’outdoor si sviluppi anche nelle scuole pubbliche, urbane e ben oltre la materna. Dario Gasparo, professore di matematica e scienze in una scuola media pubblica a Trieste, vincitore dell’Italian Teacher Prize, racconta la sua straordinaria esperienza: «Lavoro in una scuola pubblica di periferia, un contesto sociale povero, con tendenza all’abbandono scolastico. Ho capito che per tenere viva la motivazione e l’attenzione dei ragazzi, è fondamentale farli stare all’aria aperta. In questi anni ho fatto tantissime lezioni all’aperto, uscite in barca, in bici, sul carso triestino, persino in grotta e anche di notte, gli spunti per apprendere sono infiniti». Grazie ai fondi vinti con il premio, Dario ha contribuito a finanziare “l’Aula sotto il cielo” sul retro della scuola: è composta da un anfiteatro, un percorso botanico, uno stagno per accogliere le specie anfibie protette, una lavagna e sedie con banchetti, vari alberi. È grande circa 600 metri quadrati e ogni giorno può contenere anche 2 o 3 classi, ben distanziate in ottemperanza delle regole anti Covid.

Un caso che spicca tra questi esperimenti è certamente quello della scuola di Varievie, aperta a Milano proprio questo settembre, la prima scuola (quasi) al cento per cento all’aperto. La classe è costituita dagli 887 mila metri quadrati del Parco agricolo del Ticinello, al posto di banchi e sedie ci sono tronchetti di legno e grandi panche di pietra, mentre gli alberi e i piccoli animali del bosco si sostituiscono alle pareti delle aule tradizionali. "Un progetto in cui è proprio la natura a fare da scuola" sottolineano le ideatrici e responsabili Anna Mandelli e Chiara Lasala, che realizzano a Milano l'idea maturata dopo aver visitato gli asili della Finlandia, dove si punta a stabilire il contatto con la natura fin dalla tenera età, e portata avanti per rispondere al bisogno equilibrio e serenità dei più piccoli dopo la pandemia.

Il progetto coinvolge 15 bambini dai 2 anni e mezzo e ai 6 e l'idea è di formare almeno due sottogruppi in base all'età degli allievi, che avranno a disposizione una casetta riscaldata e una superficie di 100 metri quadri coperta da una tettoia, dove ripararsi in caso di pioggia. Le attività, tuttavia, si svolgerà all'esterno, come prevede il modello educativo nato in Danimarca negli anni ' 50 e diffuso in molti Paesi europei, che lascia i piccoli liberi di scoprire cosa li circonda e che nei mesi vedrà biologi, agronomi, arte terapisti, ortisti e bibliotecari affiancarsi alla pedagogista e all'educatrice sempre presenti.

 L'obiettivo è "sviluppare nei bambini autonomia e autodeterminazione, sensibilizzarli ai valore del fare gruppo e dell'unicità, all'importanza dell'ascolto della natura e dei suoi abitanti, dei suoni e degli odori dell'ambiente circostante, ma soprattutto di sé nell'ambiente, del proprio corpo e degli altri" spiega Anna Mandelli, presidente di "La Dea cooperativa sociale", che dal 2004 si occupa di servizi all'infanzia e alla famiglia nel Municipio 5 anche attraverso il nido (tradizionale) VarieVie di via De André, dove sono stati " testati" per 6 mesi i laboratori di natura, arti e scienza all'aperto ora proposti ai bambini. "Una prova sul campo che ha avuto ottimi riscontri e che - racconta Chiara Lasala - ci ha convinte a varare il progetto outdoor. I bambini hanno acuito curiosità ed osservazione, hanno instaurato un rapporto costruttivo con il rischio, sviluppato autodeterminazione e compreso il senso vero della cooperazione, oltre ad aver riscoperto l'importanza della sensorialità".

 

Al parco del Ticinello le giornate iniziano con una passeggiata per fare nuove scoperte che coinvolgano tutti i sensi, e, dopo la merenda, si prosegue con attività dedicate ad arte (musica, teatro e pittura), agronomia, semina e cura delle piante e dell'orto, scienza ed esperimenti applicati alla quotidianità. Dopo pranzo ci si dedica a lettura, disegno, Kamishibai (forma di narrazione teatrale giapponese), yoga e passeggiate esplorative. Senza dimenticare le attività di abilità pre-scolastiche, in preparazione del passaggio alle elementari.

 

L'asilo è privato e prevede una retta in linea con quella delle strutture di categoria. L'idea, però, - come avviene già nel nido di via De Andrè - è di prevedere la possibilità di ospitare gratuitamente bambini provenienti da situazioni svantaggiate. Da qui la ricerca di uno sponsor o di un sostegno per creare delle "borse di studio" per i più piccoli.

Tags: Scuola
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