Gomma per cancellare: Una storia più lunga e affascinante di quanto si possa immaginare

23 maggio 2022
“Tutti sbagliano…per questo hanno messo le gomme sopra le matite” diceva con inattesa saggezza Lenny - un personaggio dei Simpson – tra un boccale di birra e il seguente. Ma come è stata creata la gomma per cancellare? E chi l’ha posizionata per la prima volta sulle matite? Scopriamo insieme l’affascinante storia della gomma.

Da quando l’uomo scrive ha sempre avuto bisogno di strumenti pensati appositamente per correggere eventuali errori. Gli antichi egizi “scalpellavano” gli errori su pietra e raschiavano con pietra pomice gli errori su papiro. I romani raschiavano le loro tavolette di cera facendo “tabula rasa”. In epoca moderna, prima delle gomme, l’unico modo per cancellare gli errori era ancora utilizzare affilatissimi raschietti o lamette.

La gomma per cancellare come la conosciamo oggi è originaria dell’America centro-meridionale. Fu Cristoforo Colombo in uno dei suoi viaggi a “scoprirla”. Questa particolare sostanza era utilizzata dagli amerindi per realizzare delle palle che colpirono particolarmente il navigatore italiano perché esse “rimbalzavano mirabilmente e per più volte successive”.

Gli indigeni estraevano una sostanza viscosa dall’albero di caucciù (o albero della gomma), la scaldavano sul fuoco e successivamente la modellavano per creare delle sfere usate come palle da gioco, ma anche scarpe, cappelli, utensili e molto altro.

Di ritorno in Europa Colombo decise di portare qualche palla di gomma con sé. Il successo non fu quello sperato: la gomma infatti mal si adattava al clima europeo e tendeva ad indurire in inverno (diventando fragile) e a diventare appiccicosa in estate. Per questo venne rapidamente abbandonata.

La svolta si ebbe nel 1770 quando il chimico inglese Joseph Priestley si accorse che la gomma era in grado di cancellare i segni a matita lasciati sulla carta. Da quel momento il successo della gomma fu incredibile e dalle scrivanie scomparvero le molliche di pane utilizzate fino a quel momento per rimediare agli errori di scrittura.

La successiva svolta nella storia della gomma si ebbe nel 1839 quando Sir Charles Goodyear scoprì il processo di vulcanizzazione: riscaldando il materiale con una miscela di zolfo esso diventava robusto, indeformabile e presentava un indice di elasticità adatto a moltissimi usi.

Partendo dai risultati di Goodyear e sottoponendo la gomma ad ulteriori processi chimici (per migliorarne la tenuta all’abrasione ed all’invecchiamento) nel 1888 J.B. Dunlop inventò lo pneumatico.

I successivi progressi andarono nella direzione della creazione della gomma sintetica. Nei primi anni ’30 vennero realizzati il neoprene ed il thiokiol e, grazie al lavoro di Giulio Natta, a metà degli anni ’40 si arrivò alla polimerizzazione del propilene.

Al giorno d’oggi la gomma è utilizzata in moltissimi ambiti sia civili sia industriali e spesso, anche per preservare le foreste di caucciù, è realizzata sinteticamente.

La gomma per cancellare sulla coda delle matite è stata invece inserita per la prima volta nel 1858 da Imeneo Lipman, ingegnere statunitense di origine inglese.

GOMME PER OGNI… GUSTO

Le gomme sono da sempre oggetto di collezionismo anche da parte dei più piccoli per via della varietà di forme e colori, e per il loro costo ridotto. Molte le persone che ricordano con  tenerezza la scatole delle gomme, prima collezione portata avanti nell’infanzia. Oggi si possono trovare gomme di qualsiasi foggia, dalle più classiche staedtler,alle Pelikan rosso-blu dal tocco vintage, fino ad arrivare alle tenere gomme-panda Colourbook, e ad ardite gomme a forma di sushi, molto in voga in Giappone. Si può ben dire ce ne sia per ogni gusto!

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