Il timbro a impatto ridotto di Trodat

19 febbraio 2011
Trodat inventa il primo timbro neutro a basso impatto ambientale, ribadendo il proprio impegno nella salvaguardia dell’ambiente.

Importante primato per Trodat, marchio di attrezzature e  complementi per l'ufficio - timbri e portatimbri - perforatori cucitrici levapunti punti - rappresentato in Italia da Porta& C., che lancia sul mercato il primo timbro climaticamente neutro. Cosa significa questo in termini di risparmio nelle emissioni di CO2 e neutralità climatica, lo spiega la dottoressa Hildegard Aichberger, Amministratrice Delegata del World Wide Fund for Nature (WWF) in Austria, a colloquio con Markus Würcher, Amministratore Delegato di Trodat GmbH. Da Luglio 2010, infatti, Trodat è partner ufficiale del WWF Austria.

M. Würcher:  Dott.ssa Aichberger, quali sviluppi prevede nel settore delle emissioni di CO2 e della neutralità climatica per l'economia? H.Aichberger: "Il cambiamento climatico rappresenta una sfida unica per le imprese. I costi economici del cambiamento climatico sono enormi. Pertanto, le decisioni aziendali in merito alle riduzioni di CO2 sono importanti ed offrono anche una grande opportunità alle imprese che le attuano per prime".

M. Würcher:  Da dove viene questa attenzione sul tema CO2? H.Aichberger: "Durante il vertice sul clima a Copenhagen è stato stabilito che il riscaldamento globale deve essere limitato a 2 gradi Celsius sopra il livello all'inizio dell'industrializzazione. Per raggiungere questo obiettivo, entro il 2050 dobbiamo mirare ad un'economia senza CO2. Dobbiamo abbandonare i combustibili fossili, ma le aziende devono agire di conseguenza ed i precursori in questo settore sono particolarmente degni di nota. La cosa importante per noi è il cammino verso la neutralità climatica. Nel trattare le emissioni di CO2, bisognerebbe quindi sempre tenere bene a mente quanto segue: in primo luogo evitarle, sfruttare le opportunità per ridurre e neutralizzare le emissioni inevitabili. Dato che nessun processo di produzione può avere luogo senza energia, l'ultimo passaggio sarebbe, pertanto, compensare le emissioni inevitabili di CO2 mediante misure di alleggerimento climatico".

M. Würcher: Parlando di neutralità climatica, la questioni relativa alle emissioni viene talvolta associata a concetti come “Acquisto libero” e “Commercio indulgente”. Qual è la sua opinione in proposito? H.Aichberger: "Il concetto di base della compensazione – noto anche come offsetting – è quello di compensare altrove le emissioni di una determinata quantità di gas ad effetto serra, che non possono essere evitati, con misure di protezione. E qui l’accento è posto sul "non può essere evitato". Come già accennato, per prima cosa è indispensabile che tutte le potenzialità per evitare emissioni di CO2 siano sfruttate e solo successivamente si deve parlare di compensazione".

"Se pensiamo al 2050, dobbiamo iniziare già ora, passo dopo passo, a trasformare i nostri processi, per raggiungere l'obiettivo di un'economia senza CO2. Fino ad allora, dobbiamo sfruttare tutte le potenzialità. Ciò significa, tra l'altro, che l’"emisfero nord" deve sostenere il trasferimento tecnologico nell'"emisfero sud".

M. Würcher: Ci può fare un esempio? H.Aichberger: "Partendo dagli obiettivi di riduzione, i Paesi industrializzati fissano disposizioni di legge. Pertanto, una società industriale in Europa, ad esempio, deve realizzare investimenti in un impianto di filtraggio per ottemperare i requisiti legali e non può, pertanto, ricavare denaro dal commercio dei certificati delle emissioni di CO2".

"Per questo il WWF sostiene solo i cosiddetti “Progetti Gold Standard” nell‘”emisfero sud”. Questi devono rispettare requisiti rigorosi e garantire che la protezione del clima sia al primo posto. Sono favoriti solamente quei progetti che altrimenti non sarebbero realizzati".

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