Armand Ugon nel Gruppo Schwan-Stabilo

18 gennaio 2011
Dopo un rapporto durato quasi novant’anni, Armand Ugon è da gennaio la filiale italiana del gruppo tedesco Schwan-Stabilo. Abbiamo chiesto ad Alberto Mazza, nuovo General Manager, cosa comporta questa acquisizione.

La notizia è recente: il Gruppo Schwan-STABILO, a cui appartiene il brand Stabilo, punto di riferimento in Europa nel settore degli articoli per scrittura (penne a punta sintetica, a sfera, decorate), colore (pennarelli, matite) ed evidenziatura (evidenziatori) ha annunciato l’acquisizione di Armand Ugon, l’azienda milanese che dal 1922 distribuisce in Italia il marchio Stabilo.

Un accordo siglato in sintonia da Sebastian Schwanhaeusser e Paolo Gelmini, Amministratore Delegato di Armand Ugon: “Ho avuto il privilegio di rappresentare il marchio Stabilo in Italia per lunghi anni – spiega Gelmini – contribuendo alla sua progressiva affermazione nel nostro mercato, sino all’attuale situazione di prestigio. Passo ora il testimone a Sebastian Schwanhäusser, con i migliori auguri di ulteriori successi per il marchio Stabilo e per l’organizzazione italiana”. Organizzazione ora comandata da Alberto Mazza, nuovo General Manager, al quale abbiamo rivolto alcune domande.

Dott. Mazza, da cosa nasce questa acquisizione? “Si tratta di un’operazione che rappresenta la logica evoluzione del rapporto fra Armand Ugon e Stabilo: l’Italia, infatti, rappresenta il terzo mercato mondiale per Stabilo ed è perciò naturale che un grande gruppo come Stabilo voglia rafforzare il rapporto con il nostro paese, gestito comunque egregiamente fino ad oggi dalla famiglia Gelmini. Non dimentichiamoci, inoltre, che tale decisione si inserisce all’interno di un business- plan globale che prevede una strategia di espansione nel mercato europeo della scrittura”.

Come giudica personalmente questa scelta? “Sono ovviamente molto contento della fiducia ricevuta, sia nei miei confronti sia in quelli di tutto il mio team. Il mio ringraziamento va anche alla precedente gestione che mi ha dato la possibilità di crescere. Ma ora il mio primo pensiero è rivolto al lavoro: il 2010 si apre con una sfida ambiziosa per la nostra azienda, sfida che siamo pronti a raccogliere, grazie anche agli investimenti futuri”.

Cambierà qualcosa per i distributori A seguito di questa acquisizione? “I cambiamenti ci saranno, soprattutto a livello di servizio: la nostra principale attenzione, infatti, sarà quella di essere sempre più vicini alle esigenze dei rivenditori. Pensiamo ad esempio alla comunicazione integrata, un’esigenza oggi fondamentale: fornire ai nostri clienti non solo i prodotti, ma anche gli strumenti per proporli correttamente e coerentemente con le campagne di promozione offre una maggiore opportunità di business sia a loro che a noi”.

Parliamo di comunicazione: come sarà gestita ora? “Tradizionalmente Stabilo elabora, a livello europeo, delle campagne pubblicitarie dedicate ai prodotti: esse vengono quindi declinate nei vari mercati locali, ad esempio l’Italia, per raggiungere con maggiore precisione il target di riferimento. Fondamentalmente ora ci sarà una maggiore collaborazione con l’ufficio marketing centrale e ciò ci permetterà di sviluppare soluzioni promozionali ad hoc e mirate sulle nostre esigenze”.

Come ha inciso la crisi economica sul mercato italiano per stabilo? “Devo dire che, se ha inciso, è stato solo in minima parte: abbiamo infatti chiuso l’anno fiscale in linea con i risultati che ci eravamo prefissati. In generale negli ultimi anni, nonostante la crisi, Stabilo ha aumentato le proprie quote di mercato e ha visto crescere la propria brand-awareness presso i consumatori, conquistati dalle continue innovazioni. Un risultato reso possibile innanzitutto dalla qualità dei nostri prodotti: siamo infatti la prima azienda ad aver creato articoli di scrittura ergonomici, una strategia, questa, che continueremo a perseguire anche in futuro”.

Quali sono i settori sui quali puntate di più? “Stabilo, per filosofia aziendale, si rivolge al settore cartoleria, alla GDO ed al mercato Office: si tratta di mercati assai differenti tra loro, ma verso i quali riserviamo il medesimo impegno. L’importante è capire le differenze che li regolano e le possibili dinamiche future, in maniera tale da sviluppare strategie adeguate per sviluppare il nostro business“.

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