Il mercato del libro

19 febbraio 2013
Per la prima volta negli ultimi 3-4 decenni il mercato del libro, che aveva sempre mostrato un andamento anticiclico, si è allineato al negativo contesto generale dei consumi. Non mancano però i segnali per una ricrescita

Secondo il Rapporto 2012 curato dall’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori, dopo aver attraversato un 2011 non luminoso il mercato del libro ha continuato anche nel 2012 la sua discesa, raggiungendo (dati Nielsen, canali trade) nei primi nove mesi un -8,7% di giro d’affari (era -3,7% nel 2011). Diminuita perfino la lettura, anche se al contempo si è diversificata l’offerta editoriale: sono infatti aumentati i titoli e le copie immesse sul mercato, sono diminuiti i prezzi medi e si è consolidato il segmento dell’e-book.
Tra i generi si è confermata la crescita del segmento bambini e ragazzi, mentre tutti gli altri hanno mostrato maggiori o minori segni di sofferenza. In particolare la non-fiction specialistica (in cui si raccoglie larga parte dell’offerta di saggistica di cultura, accademico-universitaria e professionale) è quella che sembra ne abbia risentito maggiormente. L’editoria scolastica di adozione ha segnato solo una leggera crescita (+0,2%). La libreria (indipendente e di catena) ha registrato una flessione del 4,2% nel 2011. Quelle di catena, anche per la crescita dei punti vendita in franchising, hanno ormai superato la quota di mercato delle librerie a conduzione familiare: nel 2011 hanno rappresentato il 41,3% delle vendite nei canali trade (nel 2008 erano il 36,0%), rispetto al 37,9% delle indipendenti (nel 2008 rappresentavano il 43,3%). Particolarmente critica la contrazione della Grande distribuzione organizzata (banchi libri in supermercati e ipermercati), con una chiusura d’anno a -17,9% a valore. Cresciute invece del 14,2% le vendite on-line di libri, che rappresentano oggi il 9,7% dei canali trade. Calati del 10%, dopo qualche anno di crescita, anche le vendite di libri in edicola, escluse quelle dei collaterali editoriali che si sono spostati su offerte “super economiche” e che hanno registrato un + 2,3%.

L'articolo prosegue sul n. 171 di Incart

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