Giochi da tavolo

17 ottobre 2012
I paesi del nord Europa, soprattutto la Germania e l’Olanda, ma anche la Svizzera e l’Austria, sono quelli in cui il mercato del gioco da tavola è più sviluppato e sembra non conoscere crisi.

Nella classifica europea di vendita di giochi da tavolo, la Germania è nettamente al primo posto, seguita dalla Francia e dall’Inghilterra. L’Italia non si impone nei primi posti in classifica, nonostante la forte ripresa di questo settore negli ultimi anni, la Spagna in questo ambito è il fanalino di coda. Da sottolineare che i tedeschi da soli coprono il 17% dell’intero mercato del Vecchio Continente. Oltre alle vendite, sono ai primi posti anche per le invenzioni in questo campo. Non è solo una questione di gusti, ma di mentalità di un intero popolo. “In Germania il gioco da tavolo è una tradizione familiare che si mantiene costante durante l’anno, mentre in Italia è legata a una stagione ben precisa che è il Natale” spiega Spartaco Albertarelli, di Editrice Giochi. “Per un papà tedesco è normale fermarsi in un negozio prima di rientrare a casa, comprare un piccolo gioco e mettersi a tavola dopo cena con tutta la famiglia per provarlo”. Senza dimenticare che l’elemento stagionale gioca una parte fondamentale in questo particolare contesto. Gli inverni più lunghi e le giornate più corte, infatti, favoriscono il restare a casa e il riunirsi attorno a un tavolo giocando tutti insieme. Le stesse condizioni che in Italia avvengono in inverno e nel periodo natalizio, che sono i momenti in cui si tirano fuori dalla cantina i vari Monopoly o Risiko. In Italia come negli Stati Uniti si vendono soprattutto i giochi da tavolo classici, non tedeschi, come Risiko, Monopoli, Cluedo, Trivial Pursuit e via dicendo. Tuttavia, le grandi case produttrici e distributrici nel mercato internazionale stanno iniziando a mostrare un certo interesse nei confronti della realtà emergente dei giochi tedeschi per magari acquistarne i diritti in futuro.

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