Editoria per ragazzi

23 luglio 2012
Nel panorama editoriale il settore dei libri per ragazzi è quello che ha mostrato le performance migliori per titoli, fatturato, esportazioni. Il punto sullo stato del settore insieme a Babalibri, Editrice il Castoro e Salani Editore.

L’editoria per ragazzi “ha fatto il botto”: cresce il numero dei titoli, cresce il fatturato, crescono le esportazioni all’estero. Questo il quadro generale, analizzato nel secondo degli incontri promossi dal Master in Professione Editoria dell’Università Cattolica di Milano, in collaborazione con AIE, l’Associazione Italiana Editori. L’incontro si è svolto il 18 aprile presso il Centro Culturale di Milano con il titolo “Boom! L’editoria per ragazzi ha fatto il botto”.
Tra i relatori Antonio Monaco (fondatore di Edizioni Sonda), Coordinatore del gruppo editori per ragazzi AIE, e Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio Studi AIE, hanno fornito dati sullo stato dell’editoria italiana per ragazzi. I contributi di esperienza ‘sul campo’ per approfondire le ragioni del successo dell’editoria ragazzi sono venuti da Francesca Archinto, direttore editoriale di Babalibri, Renata Gorgani, Direttore Editoriale di Editrice Il Castoro, e Mariagrazia Mazzitelli, Direttore Editoriale Salani. L’incontro è stato moderato da Paola di Giampaolo, analista editoriale, docente e vice coordinatore del Master in Professione Editoria dell’Università Cattolica di Milano. Il settore dei libri per ragazzi gode di ottima salute. I titoli pubblicati nel 2009 sono 4.446, con un aumento del 9,2% sull’anno precedente (fonte dati: AIE). Di questi più della metà sono novità, con una crescita del 9,2% sul 2009 (+9,3%, se si considerano le copie). Aumenta anche il fatturato, guadagnando un +5,7% sul 2009, pari al 13,7% del mercato editoriale. Veramente notevoli le cifre che riguardano l’evoluzione dell’editoria italiana nei rapporti con l’estero: se nel 2001 il rapporto tra diritti ceduti a editori stranieri e diritti acquistati era di 486 contro 1.250, nel 2011 si è passati a circa 1.700 diritti venduti e 1.300 diritti comprati. Ciò significa che dagli inizi del Duemila ad oggi le esportazioni di titoli italiani all’estero sono cresciute di oltre il 350%. “Siamo dunque passati dall’essere non più un paese che compra ma un paese che esporta” commenta Antonio Monaco.

L’articolo prosegue sul numero 168 di Incart.

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