Nella tradizione di Santo Spirito

1 luglio 2010
Nel cuore di Oltrarno, quartiere storico di Firenze, c’è una piccola cartoleria che, grazie all’intraprendenza della titolare, è diventata il punto di riferimento di grandi e bambini.

Viaggio nei punti vendita d'Italia

Arrivare in piazza Santo Spirito è come riportare l’orologio indietro di lustri e tornare nella Firenze dei primi ‘900. Infatti basta passare l’Arno per ritrovare scorci e voci che in altre parti del capoluogo toscano non si vedono e non si sentono. Qui c’è la Firenze dei fiorentini, quella delle botteghe, dei negozietti, delle trattorie che rifuggono il flusso dei turisti della domenica mentre apprezzano ‘i forestieri’ che si avvicinano con riguardo alla città. Questa piazza è sede frequente di mercati e mercatini, è ricca di ristoranti e locali notturni, botteghe artigiane e studi di artisti. Qui, nei locali di un antico palazzo c’è la Cartoleria La Scartoffia, negozio che fa parte degli esercizi di rilevante interesse storico e tipologico del comune di Firenze.

Rientrano in questa classe le imprese di notevole interesse per la tradizione di esercizio al pubblico, di vendita del medesimo genere merceologico o di rilevante attività artigianale, in quanto operanti nella stessa sede (o in locali analoghi) da almeno 50 anni, sebbene gli arredi risultino modificati o di non particolare pregio.

Quindi, il punto vendita di Alessandra Merli rientra a pieno titolo in questa classificazione visto che fin dall’inizio della sua attività, cominciata intorno agli anni ‘30, intere generazioni di bambini hanno acquistato quaderni e giocattoli dalla cartoleria di piazza Santo Spirito. “Parlando con gli anziani del quartiere – sottolinea la giovane titolare – si ricordano di questo negozio fin a partire dai primi del ‘900. Pensi che ci sono persone che sono emigrate da Firenze o che hanno cambiato quartiere e che tornano in piazza, entrano nella cartoleria e mi dicono “lo faccio per ricordare quando ero bambino e passavo di qui … Le assicuro che è una commozione forte”.

Una sede del sapore antico

Già dall’ubicazione si capisce che questa cartoleria è veramente unica. Infatti La Scartoffia è situata in un locale di un antico palazzo da sempre adibito a negozio come testimoniano l’arco di marmo bianco che circonda la porta dell’esercizio sovrastato da una vecchia insegna sulla quale si intravede la scritta ‘macelleria’. I soffitti a volta contribuiscono a dare al negozio quel sapore antico di altri tempi.

“Quasi vent’anni fa – continua Alessandra – sentivo la necessità di fare qualcosa che fosse completamente mio. Così, rincorrendo un sogno che avevo sin da bambina, decisi di rilevare, con una socia questo esercizio”.

Questo quartiere entrò tanto nel cuore di Alessandra che 13 anni fa decise di trasferirvisi definitivamente anche con la sua casa.

“Sono partita un po’ da incosciente – continua – pensando che fosse un’attività facile. Mi dicevo: cosa vuoi che sia un negozio di balocchi. Invece mi ritrovai a fare i conti con un mondo molto complesso e in continuo rinnovamento”.

Col tempo Alessandra rimase sola alla guida del negozio che nel frattempo ha cambiato più volte faccia.

“Quando entrai in questa attività – ricorda Alessandra – era prevalentemente un negozio che affiancava alla cartoleria e alla cartotecnica tradizionale molta regalistica e oggettistica in carta. Noi ci siamo evoluti con le abitudini del consumatore, così oggi quella tipologia merceologica ha lasciato il posto ai supporti e agli accessori per computer”.

Come servizi al cliente, La Scartoffia fornisce inoltre la possibilità di inviare e ricevere fax, fare fotocopie e così via.

Iniziative per il quartiere

Il giorno in cui siamo andati a visitare La Scartoffia (fine di giugno) nella piazza di Santo Spirito si stava organizzando la Notte Bianca. Il punto vendita di Alessandra era un vero e proprio crocevia di richieste, informazioni, incontri e quant’altro. Chi cercava i porta badge per gli addetti alla festa, chi voleva incartare un regalino dell’ultimo momento, chi ancora si informava circa gli orari degli eventi in calendario, chi chiedeva a che ora bisognava togliere macchine e motorini dalla piazza.

“Noi – spiega un’indaffarata Alessandra – facciamo parte di un’associazione che riunisce le botteghe di piazza Santo Spirito. Così le persone entrano in negozio anche solo per chiedere un’informazione. Vede, il piccolo negozio di quartiere ha una funzione che potremmo definire sociale perché diventa punto di riferimento e aggregativo per la comunità. Inoltre, insieme agli altri esercenti, organizziamo delle iniziative particolari rivolte ai bambini. Per esempio, questa sera, faremo un gioco dell’oca vivente per genitori e bambini”.

Nella storia della cartoleria ci sono, infatti, feste di Halloween, Carnevale, per la Befana tutte realizzate con il coinvolgimento dei più piccoli e che sono diventate momento di gioco e aggregazione anche per i grandi.

“Mi piacerebbe – confessa la titolare – fare di più. Ma gli spazi sono questi che vede, poco più di 50 metri quadrati dove  dobbiamo fare esposizione, vendita e dove sarebbe veramente impensabile riuscire a organizzare anche degli eventi. Per fortuna abbiamo il grande polmone della piazza che ci offre spazi aggiuntivi irripetibili e unici”.

Comunque, anche qui, si sente il fiato sul collo dei colossi della grande distribuzione che, soprattutto nella fascia di consumatori più giovani, ha una forte attrazione.

“La sopravvivenza – conclude Alessandra – è sempre più difficile. Dovremmo coalizzarci con gli altri colleghi per contrastare le grandi superfici di vendita. Bisogna aver chiaro in mente che quando chiude un negozio muore un po’ di una quartiere, di una strada…”.


Pubblicato su Incart 158 - Luglio/Agosto 2010 - Di Alessandra Iannello

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